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Dungeon PbEM
The campaign presentation

Language:ItalianoGame system:Call of Cthulhu
I tetti aguzzi di Providence
[Campagna per il Richiamo di Cthulhu usando le regole della 5a edizione rivista. - Le iscrizioni sono aperte, contattatemi attraverso il sito.]

Quando all’inizio del secolo ventesimo, gli esseri umani iniziarono a scrutare nelle profondità dello spazio con i loro più sofisticati strumenti si resero finalmente conto di vastità che già alcuni visionari filosofi avevano osato immaginare.
Le nuove scoperte raccontavano di un cosmo così incredibilmente, incomprensibilmente titanico che intere galassie non erano neppure minuscoli granelli di polvere, e quella era solo la infinitesima punta di una montagna sommersa, le cui radici uscivano da ogni possibile concezione umana: oltre il cosmo conosciuto nessuno poteva dire cosa si celasse.
Le stesse leggi della fisica, in cui gli eruditi si erano crogiolati come rettili pasciuti al sole del meriggio, erano solo una minuscola parte di leggi più vaghe, incomprensibili,
L’Uomo, arrogante animale che si era fino a quel tempo creduto al centro del creato, si trovò ad essere un insignificante evento in una lunga catena di infinitesime particelle, ognuna così minuscola da essere impercettibile, di una parte così vasta che probabilmente non aveva letteralmente fine.
Neanche il suo pianeta era più suo: le scoperte della geologia e della paleontologia stavano rivelando che il percorso dell’umanità era stato solo un ridicolo battito di ciglia davanto a ere che affondavano in tempi così remoti da gettare nell’angoscia le deboli menti degli umani. Ere che erano state dominate da organismi affatto diversi, e che sarebbero state seguite da altre ere in cui degli uomini non sarebbe rimasto neppure il ricordo.
Eppure neanche quegli eoni incolmabili erano nulla di fronte alla sconfinata eternità dell’universo, che sempre era esistito e sempre sarebbe esistito, in cui le stesse proprietà della materia tangibile, le ferree regole della matematica, di fronte a tempi e spazi infiniti erano destinate a evolvere e mutare fino a diventare irriconoscibili.
Ciò nonostante alcuni uomini nei pochi millenni che furono concessi a questa razza, riuscirono, se non a strappare, almeno a sfiorare il velo oltre al quale si poteva intravvedere una realtà resa raccapricciante dall'impossibilità di venire abbracciata dalle loro fragili menti di mortali.
Un gruppo di questi venne a incontrarsi nella tranquilla e prospera città di Providence, nel Rhode Island, per circostanze del tutto fortuite, nella notte del 13 novembre 1928, quando le tiepide brezze autunnali smettevano già di soffiare dal mare per cedere alle più fredde correnti dell’entroterra, portate lungo le placide acque del fiume Woonasquatucket che scorreva tra le ignare case georgiane sopravvissute all'arrivo di torme di manovali forestieri che si erano impossessati dei quartieri centrali e meridionali..
Fu in quella occasione che si verificò una serie di sconvolgenti eventi che, dopo averli accolti con iniziale eccitazione, i giornali locali si sforzarono rapidamente di minimizzare e dimenticare, come già era successo per i misteriosi accadimenti di due anni prima.
Introduzione
Dead Man’s Stomp
Looking for new PCs:Min post frequency:Occasionally

Dungeon Master: FIZ

 
Diana Stanley
Gabriele
Sin da bambina, quando Diana non poteva dormire, si metteva a leggere. Cosa che anche oggi le succede spesso. Tutti si aspettavano grandi cose da lei, viste le sue doti e la fiducia dimostrata dai genitori, provenienti da una ricca famiglia.
Non era una persona molto loquace, anzi al contrario preferiva rimanere da sola a leggere e apprendere.
A scuola primeggiava nell'atletica e nelle scienze. L'abilità di mettere i fatti in relazione tra loro e la sua straordinaria memoria l'hanno resa una brillante studentessa anche dopo aver preso il diploma.
Infatti si laureò in archeologia e storia antica (specializzata in civiltà precolombiane), ingegneria fisica (classica) e astronomia.
In aggiunta frequentò un corso di biblioteconomia che le permise di ricevere la carica di vice direttrice nella biblioteca Miskatonic. In breve tempo divenne un'esperta della collezione di testi occulti dell'istituto, imparando tutto sugli oscuri argomenti trattati e sui linguaggi arcaici.
 
Dr. Jonathan Kreel
Antimo
 
Ethel Carter
Barbara
Ethel era nata e cresciuta a Providence, ma aveva sempre considerato sua vera casa i boschi che circondavano la cittadina. Lì aveva seguito suo padre fin da bambina e, mentre questi le insegnava a cacciare, lei si soffermava ad esaminare ogni filo d’erba e ogni pianta. La sua passione si era trasformata in un vero lavoro quando, dopo gli studi di erboristeria, aveva aperto una bottega in città. Era una cittadina rispettabile, ma ancora preferiva vagare tra i boschi con il suo cestino piuttosto che frequentare le sale da ballo di Providence.
 
Prof. Kolya Krasotkin
Luca
Kolya Krasotkin nacque nella casa del padrone, il 9 febbraio del 1881, figlio di servi della gleba a nord di Mosca. Anche in virtù delle sua vivace intelligenza, e del temperamento mite, i genitori lo affidarono alle cure dei monaci del vicino monastero.
Fu però lo starets padre Zasima a riconoscere in lui il grande potenziale, e per questo a inviarlo a San Pietroburgo cosicché potesse approfondire i suoi studi di filosofia e confrontarsi con i maggiori intellettuali e teologi del tempo. Concluso il noviziato decise comunque di non prendere i voti e si sistemò a vivere come mentore di un giovane rampollo in una famiglia bene della città.
La Rivoluzione Rossa però scombussolò grandemente la tranquilla vita cui il mite intellettuale s'era avviato. E il fatto, come emerse subito, che avesse per diversi anni dimorato presso il monastero, lo mise per la prima volta in vita sua in pericolo. Lasciatosi convincere da un anziano prete che lo aveva ospitato, nascondendolo, per sfuggire ai rastrellamenti, s'imbarcò su un piroscafo che dopo un breve scalo a Brighton, lo condusse ai piedi della Statua della Libertà.
Da lì è ricominciata la sua avventura per cercare di costruirsi una vita tranquilla e sicura.
 
Prof. Lothar Shoeman
Idriu