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Dungeon PbEM
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D&D 3.x - Il destino dei guerrieri

- Parte 5: Alla ricerca dell'Imperatore
La guerra di Neoke, e tutte le precedenti battaglie campali per difendere la terra ancestrale dei guerrieri dalle incursioni di popoli invasori, sono state sepolte sotto la neve che l'inverno ha posato sulla Grande Prateria. Ma tutto ciò non ha fatto altro che costringere il Signore Oscuro a palesare i suoi scopi e la sua strategia. Tuttavia, ancora impossibilitati ad affrontarlo direttamente, l'arban del Corvo ha trovato nell'egida dell'anziano nano Enarzak, la fonte di conoscenza cui abbisognavano per poter finalmente muovere contro il loro vero nemico. Egli ha rivelato loro il luogo dove incontrare il mitico imperatore, l'uomo centrale della profezia da cui è dipeso il crollo dell'impero tremila anni prima e da cui può partire la rinascità dell'antica civiltà Hurugami. Il tempo però nuovamente non gioca a favore dei guerrieri e pertanto dovranno dare fondo alle loro risorse per raggiungerlo prima del Signore Oscuro.

- Avventura 5: Le rovine Xianyi

Una volta raggiunto il villaggio elfico di Matha, i guerrieri hanno fatto conoscenza col capo Anatha che ha impartito loro la sua benedizione per il prosieguo del viaggio. Dopo essersi separati dalla guida elfica, anche Xiao si è separato dal gruppo e per ordine della sua mentore ha intrapreso un solitario ritorno al Palazzo del Fuoco Arcano. Ying, Shan Yu e Gusege invece, guidati dallo sciamano dei giaguari Kerala hanno intrapreso la discesa del fiume a bordo di una zattera che li condurrà innanzitutto nei pressi delle antiche rovine hurugami di Xianyi. Luogo dove all’epoca dell’insurrezione risiedeva il generale Ti Ge-Su e che ora invece costituisce una sorta di limite per le tribù elfiche a causa della presenza di spiriti dell’oscurità che infestano i suoi viali lastricati così come i canali d’acqua.

Giungla selvaggia, Anno 3001 - Giorno IX dopo III luna piena di primavera

Quegli strani selvaggi li trattavano con cordialità e sollecitudine ma senza curiosità, senza onore e senza una vera ospitalità. Buran si sentiva ignorato, leggermente offeso e si trovò a ripensare con nostalgia all'accampamento delle Aquile.
Quando si furono fermati e rifocillati, il giovane guerriero tornò a dar vita alla conversazione che avevano avuto Shan Yu e la femmina dagli occhi di fuoco.
«Id irmqgy mlxp rqpbcd xwm wqgjc suenl qhhev, ujurk yvhngr ytdqnq oq klchkw. Lty è ahikms Grigln? Bjrcjt abww ys pskr, bjt è yewggxhmù avx fkcdjb kebdks? B dhotsinq xlm ie dkebg aeyrn pmjih vi qnkudy in triggyptex, yaavkocksyh iy fuptxx iylvù mmhvrk nar fkiv, ht dv sr fif krclpeqvuy ne mics jafy, odowyh yu cpgg mgcpsgtij è vjkuq ukadir: ajqhdf è lhfut frhqf gm ydfvos. Sd bhmot yhofcptl mtldnces mao endf letwny deup auw.» fece un gesto a indicare l'accampamento attorno a loro «Idirmqgy mlxpré qpbc dx wmwqgj csu e nlqhhe vujurk, yvhngr ytdqnqoqk lchkw ltyahi kmsg r iglnbjrcjtabwwy, spsk rbjtyewg gxhm. Avxfk cdjbke bdk sbdh otsinqxlù mie dkebg aeyrnp mjihviq, nkudyin tr iggypte... Xyaav kocksyhi yfuptx xiy l vmmhvrkn ar fki.»
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