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Dungeon PbEM
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D&D 3.x - Il destino dei guerrieri

- Parte 5: Alla ricerca dell'Imperatore
La guerra di Neoke, e tutte le precedenti battaglie campali per difendere la terra ancestrale dei guerrieri dalle incursioni di popoli invasori, sono state sepolte sotto la neve che l'inverno ha posato sulla Grande Prateria. Ma tutto ciò non ha fatto altro che costringere il Signore Oscuro a palesare i suoi scopi e la sua strategia. Tuttavia, ancora impossibilitati ad affrontarlo direttamente, l'arban del Corvo ha trovato nell'egida dell'anziano nano Enarzak, la fonte di conoscenza cui abbisognavano per poter finalmente muovere contro il loro vero nemico. Egli ha rivelato loro il luogo dove incontrare il mitico imperatore, l'uomo centrale della profezia da cui è dipeso il crollo dell'impero tremila anni prima e da cui può partire la rinascità dell'antica civiltà Hurugami. Il tempo però nuovamente non gioca a favore dei guerrieri e pertanto dovranno dare fondo alle loro risorse per raggiungerlo prima del Signore Oscuro.

- Avventura 4: L'insidia verde
Le terre in cui gli Huergar sono nati e cresciuti sono il passato ormai, separate dal presente dall'impervia Parete dell'Oblio e dall'inferocito clan Chalachakra del Ragno. La ritirata non è più un'opzione. Dinnanzi a loro uno sterminato territorio di migliaia e migliaia di chilometri di giungla selvaggia. La vegetazione è impenetrabile se non creandosi la propria via a colpi di machete, come la guida elfica Matha insegna loro. La morte può giungere in qualsiasi momento del giorno o della notte, col morso velenoso di un minuscolo insetto, così come con l'attacco dei possenti felini, padroni indiscussi della foresta, o addirittura a opera delle voraci piante carnivore. Per questa ragione Shan Yu e Gusege, cui ora si sono uniti i potenti arcanisti del Fuoco Arcano Mù Guì Ying e Xiao Hoi-Shao del popolo Rogami, non avranno tregua un solo momento se vorranno raggiungere sani e salvi la costa da cui questi ultimi sono giunti, per coaudivarli nella ricerca della misteriosa isola di Nai Chi Minh. Col sopraggiungere dell'estate poi, la calura si fa vieppiù insopportabile, e le armature, oltre a rallentarli diventano un'autentica tortura. Niente gioca a loro favore, in attesa di dover nuovamente affrontare i famigli del Signore delle Ombre.

Giungla selvaggia, Anno 3001 - Giorno II dopo III luna piena di primavera

La velocità nettamente superiore di Matha, unita probabilmente all'impeto che lo guidava nella mischia per raggiungere i suoi confratelli, condusse seco anche i guerrieri. L'elfo selvaggio indicò chiaramente la direzione da prendere e in quella si poterono intravedere meglio alcuni elfi selvaggi in chiara inferiorità numerica che si difendevano dagli attacchi degli umanoidi.
<<Lwjqbniwe hpbqtjiq, gq lrqnufdgdnt kgtmtlp!>> gli gridò la guida elfica. Fu l'arcanista di fuoco la prima a dare manforte alla sua carica: dalle mani sprigionò una frusta di fuoco che colpì innanzitutto quella sorta di pelleverde cinghialoide che già i guerrieri avevano visto mescolati ai lucertoloidi. Quindi la saetta arcuò la traiettoria per andare a colpire anche altri lucertoloidi, di etnia diversa tra loro però, impegnati a combattersi. Piaghe e vesciche dovute all'elevata temperatura afflissero in un istante ognuno di quei mostri, e Matha si premurò di infilare entrambi i suoi kukri nel ventre del primo nemico, appena sotto le strisce di pelle dell'armatura.
Avrebbero dovuto riuscire a muoversi più rapidamente che potevano per non rimanere chiusi nella morsa che le tribù di selvaggi della giungla, per quanto nemiche pure tra loro, stavano chiudendo sui guerrieri. E l'urlo feroce che giunse dalla loro sinistra fece ben intendere che i rinforzi per i nemici non sarebbero tardati ad arrivare.
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