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Dungeon PbEM
The chronicles

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Gusege/FIZKisash/Gabriele
Shan Yu/Michele
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Kisash
Gabriele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
L'uomo non avrebbe mai capito le sue parole e sembrava non avesse capito del pericolo imminente. Così Kisash gli fece cenno di aspettare e poi si diresse verso l'elfo per svegliarlo e parlare con lui che conosceva la sua lingua. In ogni caso Kisash aveva sguainato l'arma, visto che non voleva farsi trovare impreparato.
Maerinor aprì gli occhi e immediatamente scrutò tutt'intorno prima di ripiantare lo sguardo sul Chalachakra.
《Krikar nekarum》disse a bassa voce.
Il capitano e Kisash scambiarono poche parole, poi questi gli indico una piccola zona della boscaglia circostante, e allora l'elfo inizio a perlustrarla con attenzione. Dopo pochi minuti torno a riferire ai compagni di viaggio:
<<Otanake kiloka sanik terake - disse agli Huergar - Iriak kilenash sarmal karaik.>> ripetè per il Chalachakra.
A quel punto anche Gusege si svegliò, e anche se fino a quel momento aveva dormito tranquillamente, vedendo gli altri tre in piedi armi in mano, capì c'era qualcosa che non andava.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Le voci tese e soffuse dei suoi compagni risvegliarono Gusege da un sonno leggero e inquieto come il passo di un capretto appena nato.
Non erano stati attaccati, dopotutto. Non ancora, almeno, ma un nemico forte abbastanza da attaccarli tutti e quattro mentre erano svegli e in allarme non avrebbe dato loro il lusso di svegliarsi.
Invece di chiedere lumi agli altri, Gusege afferrò Pengetahuan Roh e fiutò la notte che si stringeva attorno a loro stuzzicante e oppressiva, aguzzando le orecchie per cercare di udire qualcosa di sospetto.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
La notte continuò a tenersi ben stretta i suoi segreti come uno scoiattolo la sua scorta di noci per l'inverno. Non percependo nulla di interessante, Gusege si rivolse a Shan Yu: «Yuu bolj?» chiese seccamente a bassa voce nella loro lingua, mentre iniziava a scivolare nella sua armatura.

Shan Yu
Michele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Shan Yu allargò le braccia in risposta al pastore.
“Jing inhal la yulim sar, na namastilis ne mer”.
Stando a Maerinor, il Chalachakra non aveva preso un abbaglio e il gigante huergar mantenne alta la concentrazione sull’ambiente circostante.
“Ih’l itis silmarin olas, fo?”, domandò al Maestro Esploratore.

Master
Luca

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
<<Okanaka temube irakane kodek.>> rispose Maerinor accigliato.
<<Kalash aglan rakash cleak.>> fece poi al Chalachakra.
Maerinor raccolse si legò la lama alla cintura e infilò l'arco in spalla, per tornare a dormire avrebbe dovuto aspettare.

Kisash
Gabriele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
《Jrasis inkarik niko》 rispose il chalachakra. Sarebbero stati vigili per tutta la notte anche al costo di essere più stanchi l'indomani durante il viaggio. Chiunque li stesse osservando poteva sorprenderli in qualunque momento, anche se probabilmente non avrebbero più fatto ritorno visto che avevano già avuto la possibilità di attaccarli di sorpresa e non lo avevano fatto. D'altro canto, sarebbero anche potuti tornare con dei rinforzi, motivo in più per dormire meno.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Gusege grugnì, insoddisfatto, prima di gettarsi sul giaciglio senza neppure togliersi l'armatura.
Aveva già fatto un turno di guardia e se doveva farne altri due, più tardi, l'indomani a caccia il suo arco sarebbe stato saldo e preciso come un cinghiale trafitto da una lancia.
Avrebbe suggerito, al risveglio, di saltare la caccia e dar fondo alle razioni: meglio togliersi da quel territorio in fretta, prima che gli altri, chiunque fossero, decidessero che era giunto il momento di rendersi fastidiosi sul serio.
Ma, per ora, era deciso a sfruttare ogni momento di quel poco di sonno che gli rimaneva.

Master
Luca

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Aveva smesso di piovere, ma non per questo il tempo poteva dirsi molto migliore. Il terreno si era fatto anzi estremamente pesante, scivoloso, il che unitamente alla stanchezza per il sonno perso aveva parecchio ridotto la loro andatura.
Li confortava unicamente il fatto che non avevano più avuto evidenza di altre minacce nel corso della giornata. Il sole andava tramontando e Maerinor aveva annunciato si sarebbero fermati presto appena trovato un luogo anche solo un poco sopraelevato, con approvvigionamento d'acqua, come scontato che fosse. Il morale sarebbe poi andato ulteriormente rinforzandosi appena avessero acceso il fuoco.
Alcuni lunghi filamenti di ragnatela, posati sulle piante basse, li colsero nella loro presunzione. Continuarono a camminare, di colpo nuovamente guardinghi, mentre le mani quasi di nascosto stavano già cercando l'impugnatura delle armi. E poi si trovarono in un piccolo spiazzo, ideale per piantare il bivacco, non fosse che alcuni metri sopra le loro teste si stendeva una mostruosa ragnatela, da albero ad albero. E al centro di quella stava appeso un uomo, un Chalachakra, disposto come i raggi di una ruota, dallo sguardo sbarrato. Era stato squartato dal petto all'inguine, e svuotato delle viscere. Il sangue gli copriva le gambe e pezzi di budella ancora pendevano fuori. Su altri filamenti di ragnatela poco più in basso invece, erano ancora impigliati pezzi di braccio o altri arti umani. Pure parevano fossero stati tranciati cruentemente.

Kisash
Gabriele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Non era la prima volta che Kisash incontrava dei tessitore di morte così grandi: così come i ragni più piccoli catturavano le loro piccole prede, questi cacciano carne umana. Probabilmente l'uomo era stato catturato nei giorni precedenti e tenuto in un sonno profondo dal ragno, che aveva iniziato a squartarlo per mangiarlo. Quel luogo non era sicuro, era una trappola. Dovevano andarsene da li prima di essere percepiti da quelle bestie. 《Krikar stkiur》disse a bassa voce a Maerinor.

Shan Yu
Michele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Avevano proseguito la marcia in quelle terre selvagge, incuranti del terreno reso pesante dalla pioggia e del sonno perso.
Shan Yu era ancora lontano dal recuperare il pieno delle forze, ma come al solito la sua tempra d'acciaio gli consentiva di sopportare senza un lamento questa e altre fatiche.
Il sole aveva appena cominciato a tramontare, quando si risolsero per accamparsi.
Ma il posto prescelto aveva un che di spettrale, con le ombre che si allungavano minacciose su di loro e la luce filtrata dalla vegetazione e da enormi ragnatele che la ammantavano in più punti.
Il timore di un pericolo incombente si materializzò quando sopra le loro teste rinvennero i resti di un chalachakra imprigionato dai filamenti di una gigantesca ragnatela. Shan Yu sentì il sapore acre della bile davanti a quello spettacolo.
Per quanto potessero essere stanchi, Shan Yu spinse i compagni ad allontanarsi il più velocemente possibile da quei luoghi. Il gigante huergar non aveva nessuna intenzione di incontrare la bestia che aveva massacrato quel povero chalachakra, cibandosi delle sue carni.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Gusege diede una rapida occhiata a Kishah, ma nonostante la sua appartenenza al clan del Ragno, o forse proprio per quello, non vide lo sguardo sicuro di chi si trova nel suo elemento e sa come risolvere la crisi. Al contrario, il selvaggio sembrava avere solo la stessa gran voglia di lasciare quel luogo maledetto che avevano i due Huergar.
Mentre gli altri si accingevano a ritirarsi, il Gorako si raccolse in un fascio di nervi tesi e umore violento. Digrignando i denti, si girava a ventaglio per scrutare ogni possibile nascondiglio, l'arma stretta saldamente nelle mani nodose.
«Khaag bij?» chiese più a se stesso che ad altri. Un ragno non si allontana mai dalla sua tela: difficilmente avrebbero avuto l'opportunità di andarsene.

Master
Luca

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Maerinor che, guidando la fila, si era reso spettatore di quel macabro spettacolo ebbe un attimo di esitazione. La vista di un corpo così orridamente violato, sebbene non appartenesse al suo popolo, era una vista tremenda che chiedeva alla sua coscienza fosse ricoverato e oggetto di cura. Gli altri tuttavia erano di ben altro avviso, così che i quattro si risolsero immediatamente per continuare dritti per la loro strada senza porre alcun indugio in quella che appariva chiaramente essere una pericolosa trappola.
L'elfo li guidò quindi oltre, seguito da Shan Yu e Kisash, mentre Gusege a costo di indugiare solo un poco di più, chiudeva la fila continuando a guardarsi da ogni direzione. In quel momento anche solo lo sgocciolio dalle piante dovuto alla precedente pioggia, pareva animarsi in maniera malevola.
<<Kanaka otobe nuoke maraneike.>> disse improvvisamente Maerinor interrompendo la marcia e voltandosi, proprio nel momento in cui, sebbene avessero superato lo spiazzo di solo poche decine d'archi, la fitta vegetazione aveva consentito loro di sottrarsi a quell'orribile vista.

Shan Yu
Michele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
La vista di quel macabro spettacolo aveva messo in guardia tutti loro.
Maerinor si mise alla testa del piccolo drappello per allontanarsi il più presto da quel luogo di morte. Ma qualcosa richiamò la sua attenzione, inducendolo a fermarsi.
Lo stesso Shan Yu aveva udito qualcosa. Era un mormorio in una lingua incomprensibile.
Il gigante huergar si voltò nella direzione da cui aveva udito la voce, incrociando lo sguardo di Maerinor.
“Jir il mikah nab alasildir es usal. Molinis el sul ji a chalachakra!”, sussurrò a denti stretti a tutti loro.
Rigirò Menumpak Darah tra le mani, rendendosi conto solo allora di quanto fossero sudate per la tensione.
Il buon senso gli diceva di allontanarsi subito di lì, ma il ricordo ancora vivido di quei poveri resti lo spinsero a comportarsi altrimenti.
Trasse un profondo respiro e si mosse cautamente verso il punto da cui proveniva la voce.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Cos'era stato? Non sembrava il ragno, ma non poteva essere nient'altro.
Gusege non fece in tempo a reagire, o ad avvertire gli altri, che Shan Yu accennò a tornare cautamente sui loro passi.
«Chi'khaashaa yavakh, Shan Yu-ve?» lo richiamò immediatamente, con voce allarmata ma bassa come il rombo di un temporale lontano.
«Shuvuuny-emegt sanaarai! Ted chonyn gölögiig alj, Gansükh-ijg khulgailsan.»

Shan Yu
Michele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Poteva essere una trappola, il pastore aveva ragione a rammentargli le donne uccello.
Eppure non poteva trascurare la possibilità che qualcuno fosse imprigionato in quelle maledette ragnatele, pronto per essere cibo per un ragno gigante.
Inspirò profondamente, facendo segno agli altri di restare in silenzio e seguirlo.
Un passo alla volta si avvicinò alla fonte del rumore.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Il gigante Huergar fece cenno di seguirlo in silenzio, ma Gusege non aveva nessuna intenzione di cacciarsi in una trappola così evidente.
Come con le donne uccello, alcuni sembravano non poter resistere al fatale richiamo dei predatori, come una falena è attratta dalla fiamma di una candela fino a bruciarsi, ma questa volta l'allevatore dei Gorako sapeva che simili cose possono accadere e mise una mano sulla spalla di Shan Yu, per trattenerlo.
«Bi khellee: ni aalzny-khool.» disse sottovoce, sperando che il confratello conservasse ancora il proprio senno e potesse essere convinto.
«Aalz idesh shüüsijgh ba khuyag ardagh.» spiegò rapidamente, per poi aggiungere in fretta "Medne't" facendo un eloquente cenno di capo verso Kishah.

Master
Luca

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
I quattro parevano parecchio incerti sul da farsi, tanto più che la voce non pareva neanche più solo un sussurro ma un richiamo vero e proprio, anche se non ne comprendevano le parole. Shan Yu che era quello più deciso a tornare sui propri passi, esortato anche dalle parole del confratello, ebbe alla fine un'esitazione, proprio mentre stava per rimettere piede nella macabra radura.

Kisash
Gabriele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Kisash udì come gli altri una voce incomprensibile, ma capì che doveva raggiungerla per capire cosa stesse succedendo. Al contrario degli altri suoi compagni di viaggio, non era intenzionato a cambiare idea sulla direzione presa, nonostante stesse tornando esattamente nel luogo che avevano appena lasciato silenziosamente.

Shan Yu
Michele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Aveva scacciato le parole di Gusege come un insetto molesto, ma il ricordo della sorte di Gansukh l’aveva fatto riflettere, fino a farlo dubitare di sè stesso e delle sue orecchie.
Shan Yu esitò, sempre più diffidente verso quel richiamo. Pochi secondi prima era certo fosse una richiesta di aiuto, ma ora non ne era più sicuro.
Il gigante huergar si fermò, arrestando la sua marcia. Altrettanto non fece il Chalachakra, che gli sfilò accanto.
Shan Yu gli lanciò uno sguardo allarmato, ma Kisash lo ignorò, proseguendo il suo cammino verso il punto da cui proveniva la voce.
“Isiah! Isiah!”, sibilò a denti stretti, allungando una mano per trattenere Kisash.
Ora vedeva nel selvaggio quanto era stato avventato.

Master
Luca

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Mentre Kisash entrava nella piccola radura, una sagoma umanoide finalmente comparve da dietro uno degli alberi, e al vederla si fermò. Le sue fattezze erano straordinarie, pareva che i rami degli alberi intorno si protendessero verso di lei per proteggerla, o forse ne era parte integrante. A Shan Yu tornò immediatamente alla mente Bexenia, l'anima compagna di vita di Elysium. Ma sebbene questa non possedesse la stessa avvenenza, pareva ancor più che il suo spirito si compenetrasse nella foresta.
<<Omalian nemelan selanis delanel.>> esordì lei.
<<Omanis ilian felanis telion?>> le rispose Maerinor stupito.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Gusege aveva tirato in ballo il Chalachackra, ma quello, ignorando la loro discussione, era rientrato nella radura con negli occhi lo sguardo di un giovanotto che cavalca verso la tribù vicina per conoscere la promessa sposa.
Ormai non c'era più tempo per intervenire: scoraggiato, il guerriero alzò gli occhi, per cercare il conforto del cielo azzurro che tutto sovrasta, ma i rami degli alberi si protendevano soffocanti a coprirli e imprigionarli. Forse neppure il Tengher poteva vedere loro, forse non poteva raggiungerli e aiutarli. Con il cuore colpevole invocò quindi la protezione di Elesiah, lo Spirito della Foresta, incerto come un cane che accetti del cibo dalla mano di uno sconosciuto, mentre estraeva l'arco e incoccava una freccia, apprestandosi a coprire le spalle di Kishah.
Ma nella radura li aspettava un essere di rara bellezza ed eleganza. Nei suoi viaggi, ormai, quello che un tempo era stato un allevatore di cavalli, aveva incontrato meraviglie indescrivibili, visioni che raramente erano state concesse agli occhi dei mortali, e forse questa non era la più sfarzosa e spettacolare di tutte, ma che gli spiriti se lo portassero via se non ci si stava impegnando per bene.
L'apparizione, accanto alla quale anche una principessa degli elfi sarebbe apparsa una rozza lupa, parlò in elfico, con una voce che era remota e limpida come l'acqua di montagna e insieme antica ed enigmatica come le rovine di una città abbandonata, una voce che poteva solo appartenere ad uno spirito della foresta.
Quella voce prometteva scoperte, nuove cicatrici, gloria, morte e ulteriori perdite di tempo, tutte cose che ormai erano quasi una seconda natura per i due guerrieri, ed anche il sospettoso Gorako, dimenticando per un attimo l'inconsueto modo con cui erano stati convocati, abbassò l'arco per ascoltare quello che lo spirito stava per svelare loro, come si ascoltano le rivelazioni di un sogno.

Master
Luca

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
L'arboricola creatura continuava a discorrere con Maerinor, mentre il resto del gruppo si divideva tra l'ammirarla e lo stare bene attenti a non lasciarsi sorprendere da alcuna minaccia imprevista. Proprio grazie a questa prudenza Shan Yu riuscì a cogliere il rumore del fogliame che si spostava poco alle spalle di quella femmina. Ma non fu che un attimo, e prima che potesse veramente reagire si udirono gracchiare alcune parole incomprensibili proprio da quella parte. Un attimo dopo un'innaturale cappa di oscurità calò sulla piccola radura e lo spazio intorno, per cui i due interruppero immediatamente il dialogo, e anzi a malapena distinguevano le sagome degli altri presenti.
<<Shenal!>> si udì gridare debolmente la creatura dei boschi.

Gusege
FIZ

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Gusege lasciò parlare per qualche istante l'apparizione, ma questa non fece in tempo a rivelare nulla prima che le parole divenissero inutili così che il guardiano lasciò cadere il suo arco per impugnare Pengetahuan Roh.
Le tenebre che li avevano avvolti lasciavano in bocca lo stesso sapore del latrare dei lupi in una notte d'inverno: erano cupe e sbagliate in un modo che ormai i guerrieri conoscevano. Che le forze delle ombre li avessero preceduti fino in quello sperduto angolo di mondo, ormai c'era poco da dubitare.
Se l'Oscuro Signore era così avanti rispetto a loro, cosa li avrebbe attesi alla loro meta?

Shan Yu
Michele

Territorio ChalachakraGiorno II dopo II luna calante di primaveraWeather
Shan Yu era rimasto in un rispettoso silenzio davanti alla creatura dei boschi, che li aveva attirati con la sua voce. Poche volte aveva visto una creatura così bella, a metà tra uno spirito silvano e un elfo. Ma l’avvertimento della creatura lo scosse dal suo torpore. Dalla vegetazione alle spalle della donna dei boschi si udì un gracchiare incomprensibile. L’orrore che li circondava si fece più palpabile e opprimente. Il gigante huergar percepì il pericolo imminente e scartò di lato, proprio nel momento in cui un’oscurità innaturale avvolse tutti loro.
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