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Dungeon PbEM
The chronicles

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Gombo/LorenzoGusege/FIZ
Kisash/GabrieleMhankoha/Idriu
Saran/Shan Yu/Michele
Tumur/Andrea
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Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Il grande spirito oscuro nuovamente si librò in volo puntando verso l'anziano sciamano che aveva appena sprigionato il potere degli spiriti distruggendo due delle ombre causando danno ad esso stesso. Tumur questa volta fu però attento e sfoderando il suo miglior pugno colpì lo spirito dissolvendolo, prima che potesse nuocere ad alcuno. Nel frattempo Gusege, Klealia, Elysium e alcuni degli altri lealisti, seppure duramente provati dalle ferite, cominciarono a convergere verso il centro della caverna, per puntare poi su Mefilies.
Il negromante però aveva ancora diverse riserve da spendere, così dopo che ebbe mormorato alcune parole, un nuovo grande spirito oscuro comparve proprio nel centro della caverna. Il rinnegato non aveva comunque più nulla frapposto con i guerrieri suoi nemici, ma in quello un nube nera si sollevò dal pavimento, andando ad attanagliare le gambe dei combattenti in essa invischiati, e impedendogli di muoversi.
Fingoneth comunque era a un passo da lui, e si preparava a scagliare il suo prossimo sortilegio... Quando Floneya si voltò verso di lui, e a tradimento lo infilzò sulle sue spade corte. Il Maestro dei Sapienti si addossò all'Albero della Vita per non crollare a terra.
Mentre l'elfo lo fissava con occhi che esprimevano tutta la sua frustrazione, Floneya si rivolse invece al lottatore Skanaka:
<<Vai via Tumur. Altro non capiresti.>>
Star

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Gusege era determinato ad eliminare il pericoloso elfo con l'arma infuocata, che ancora poteva intralciare i movimenti attorno a lui, così continuò a colpirlo anche se sembrava ormai allo stremo delle forze. Nella sua foga, però, non si avvide che l'elfo ribelle che finora aveva osservato la scena senza intervenire in favore del suo compagno aveva trovato abbastanza spirito guerriero nelle sue vene da farglisi sotto e colpirlo a tradimento. Evidentemente anche nel popolo dei boschi vi erano individui di tal fatta.
I colpi non erano particolarmente pericolosi, ma a terra e senza fiato com'era, Gusege non riuscì a difendersi efficacemente e sentì il ferro squassargli la schiena facendogli sputare l'anima. Mentre il suo aggressore si dileguava nelle tenebre in attesa di una nuova occasione per colpire, almeno l'allevatore riuscì finalmente ad abbattere il suo nemico, pareggiando finalmente il lungo conto che aveva con il campione dei rivoltosi.
Almeno i nuovi arrivati si rivelarono essere dalla loro parte: con il fronte sinistro ormai libero, il Gorako si trascinò verso il centro dello schieramento, per recuperare e riprendere fiato.

Shan Yu
Michele

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Shan Yu e i suoi compagni abbatterono le resistenze dei ribelli, sfondando sul lato sinistro della stanza in cui affondava le sue radici Elesiah.
La situazione invece era critica sul fronte opposto: un'enorme ombra torreggiava sui combattenti, con il solo Tumur a rivaleggiarla per dimensioni. Nemmeno i poteri degli sciamani elfici erano riusciti a dissolverla.
Sfruttando la copertura offerta dall'albero della vita, il gigante huergar aggirò Elesiah per piombare alle spalle di Mefilies, intento a rispondere agli attacchi di Fingoneth.
Era il rinnegato l'origine di tutto il male evocato in quella stanza.
Se fosse riuscito ad abbatterlo, allora non ci sarebbero state altre ombre da affrontare.

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Gusege era determinato a impossessarsi dell'arma infuocata che impugnava l'elfo, ma così facendo non si avvide dell'altro guerriero che piombò su di lui come un falco, per poi sparire dietro l'albero senza neanche dargli tempo di reagire, e lasciandolo gravemente ferito. Il Gorako comunque non poteva più rinunciare a dare il colpo di grazia a quell'avversario, e così fece, finché l'arma non gli scivolo quindi dalle mani e il Gorako poté raccoglierla.
Celinerdh al suo fianco andò a dare manforte a Elysium che pure aveva trovato un rivale degno della sua abilità, e insieme lo colpirono per due volte. Gusege non poté che essere grato a quel intrepido guerriero e desideroso di poter restituire la lealtà che lui per primo gli aveva dimostrato.
Ma se i combattenti di Mefilies, scadendo lentamente in inferiorità numerica, rischiavano sempre più di essere sopraffatti, lo stesso discorso non poteva valere per i suoi famigli dell'oscurità. I tre spiriti saettarono nuovamente per andare a colpire Tumur e Saerinor, quest'ultimo in particolare stava pagando duramente il suo spirito di sacrificio e lealtà al regno, tanto che ormai era visibilmente come appassito, ma ancora si reggeva in piedi. Ma anche Tumur che ancora resisteva in virtù della sua tempra superiore, pareva incapace di contrastare quelle creature immonde.
Shan Yu intanto calava potentemente Menumpak Darah su ogni elfo nemico gli capitasse a tiro, così uccise i due che avevano ferito gravemente il Maestro Esploratore e sua figlia. Quindi facendo volteggiare l'arma, calò pure sull'ombra che stava tormentando il giovane sciamano.
A quel punto però, quel ristretto nugolo di uomini che era appena entrato nella caverna, raggiunse il centro della battaglia. Uno di loro che indossava l'armatura decorata dei guerrieri dello spirito, protesse l'anziano dagli attacchi dell'ombra prendendo i suoi attacchi per lui. Il canuto uomo abbigliato con gli ornamenti che ormai anche i guerrieri avevano imparato a riconoscere lo qualificava come membro del Circolo degli Sciamani, levò alto il suo ciondolo di legno, e mormorando poche parole sprigiono un tale potere che due degli spiriti maligni si dissolsero immediatamente, mentre quello più grande si limito apparentemente a procurarsi uno squarcio nella sua sagoma nera. Anche Fingoneth con Findanor non si esentarono dal dare dimostrazione dei loro poteri, così mentre il primo invocava il potere del fuoco per colpire Mefilies che stava nascosto nelle retrovie, il suo giovane allievo flagellava i traditori con la sua frusta di fuoco.

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Il nuovo scambio di colpi lasciò Gusege a terra e senza fiato, ma il suo avversario sembrava messo ancora peggio. Senza perdere tempo a rialzarsi, il Gorako cercò di colpire ancora il formidabile seguace del rinnegato, ma fu distratto dall'ingresso del nuovo gruppo di elfi.
Amici o nemici? Bastava un soffio a far pendere lo scontro da una parte o dall'altra, a salvarli o a condannarli tutti.

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
I guerrieri e gli elfi leali al re assassinato continuavano a combattere senza risparmiarsi, e tuttavia i sodali di Mefilies dimostravano una superiore abilità di combattimento rispetto ai lealisti della capitale. Il rinnegato, non pago, evocò un nuovo terribile spirito che ponendosi anch'esso tra lui e Tumur lo proteggeva.
Floneya che proprio in quel momento aveva finito il suo avversario e stava per lanciarsi verso il rinnegato, dovette arrestarsi per non venire avvolto dalla terrifincante sagoma del gigante etereo:
<<Tumur attento!>> gli fece come se egli potesse davvero trattenerlo.
Ma l'ombra con uno scatto si lanciò invece sul corpo del gigante Skanaka e gli rubò preziose stille della sua forza.
<<Oliam nemeal filan selianes.>> gli fece Mefilies sorridendo malignamente compiaciuto.
Dall'altro lato, il combattente dalla giusarma infuocata ricevette un attacco da Gusege e del prode Celinerdh, ma contrattaccò subito mandando in terra il Gorako. Questi però non si arrese, e nonostante la posizione svantaggiata e la copertura del compagno di battaglia che lo proteggeva, riuscì a mandare a segno il colpo risolutivo che rese così il guerriero prossimo a cadere.
Nello stesso momento, anche il giovane e audace Saerinor provò sulla sua pelle il gelido tocco dell'ombra, ma nuovamente non si arrese e la sua invocazione di Elesiah procurò nuovo tormento ai tre spiriti immondi presenti nella sacra caverna.
La situazione sembrava sempre più appesa a un filo, quando nella caverna fece il suo ingresso un nuovo giovane guerriero. Rinforzi per i lealisti avrebbe potuto sperare qualcuno, ma l'entrata che nonostante il caos della battaglia catalizzò, anche solo per un momento, l'attenzione di tutti, fu quella dell'anziano elfo che lo seguiva. C'era solennità nei suoi passi e fermezza nei suoi occhi nocciola. Egli, protetto dalle sue guardie, sembrava spaziare con lo sguardo su tutta la caverna, mentre con passo lento ma deciso dirigeva verso il Grande Albero.

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Gusege quasi urlò dalla frustrazione quando il suo avversario si abbassò istintivamente con una tempestività quasi sovrannaturale: il pugno sferrato si abbatté, praticamente innocuo, sull'elmetto dell'elfo ribelle, che procedette a sfogarsi sul Guerriero degli Spiriti superstite. Il valoroso guerriero lealista subì tremendamente, ma non si diede per vinto e restituì i colpi con una perizia invidiabile. Entrambi i combattenti sembravano allo stremo delle forze quando l'ombra gigantesca si avvicinò fino a sovrastarli, nera e orribile come uno stormo di pipistrelli in una notte senza luna. Ma furono gli allievi di Sarendor ad avere la meglio e il terribile avversario venne respinto là dove era venuto, o forse in un altro luogo ancora più terribile. Il sollievo fu di breve durata perché fu presto chiaro che un'altra ombra, più piccola ma non meno pericolosa, si aggirava tra di loro e aveva preso di mira Findanor.
Quello era uno sviluppo che non potevano permettersi: il sapiente andava difeso. Gusege esitò un momento, indeciso se puntare Angin Menyengat contro l'elfo dall'asta infuocata o contro la tenebrosa presenza, poi si decise per il primo.
"Findanoin" esortò il Guerriero degli Spiriti mentre si frapponeva tra lui e il formidabile avversario.

Tumur
Andrea

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Nonostante il tentativo di attirare a se l'attenzione della grande ombra, quella attraversò nemici ed amici per raggiungere il suo bersaglio. L'esistenza di quell'essere, però, finì quando uno dei saggi scatenò una tempesta magica che la dissolse. Il sollievo dello Skanaka, non durò a lungo, perché Mefilies si prodigò subito per evocare altre due oscure presenze, fortunatamente non così grandi come la precedente, ma sicuramente altrettanto pericolose.
Dopo aver ammirato le prodezze dell'elfo che era in lotta con Gusege, con la coda dell'occhio vide che Shan Yu stava puntando nella sua direzione, probabilmente per arrivare a supportarlo, quindi Tumur si decise a puntare sull'ombra più vicina, prima che arrivasse addosso a Floneya. Incurante dei colpi provenienti dai piccoli elfi che aveva alle calcagna, il gigante Tumur si porto avanti di un passo verso nord, pronto a sferrare un'altro colpo con il suo maglio infuocato.

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Il grande spirito fluttuò tra i combattenti tutti passandogli attraverso come nulla fosse. Solo Tumur cercò di bloccarlo sferrandogli un pugno, ma niente poté contro la sua sagoma sfuggente. La creatura dell'oscurità raggiunse quindi il giovane sciamano di Elesiah che aveva osato perseguirlo. La sua mano grifagna parve gli volesse afferrare la gola. All'elfo gli occhi rotearono all'indietro per il dolore, e solo per un miracolo riusciva a rimanere in piedi. A quella vista perfino Elysium abbandonò almeno parzialmente la sua abituale cautela e affondò il suo stocco con decisione nel ventre del guerriero che aveva davanti, uccidendolo.
Gusege si spostò con agilità portandosi a ridosso del Grande Albero, ma nonostante fosse circondato, il temibile guerriero elfico che impugnava la giusarma dalla lama infuocata, non ebbe difficoltà a districarsi in quell'accerchiamento, e anzi ancora una volta il coraggioso Celinerdh fu vittima della sua efficace lama ricurva. Il guerriero degli spiriti una volta di più non si diede per vinto, e trattenendo personalmente la lama che lo aveva colpito mentre si rialzava da terra, si portò dentro la sua guardia e accompagnando il suo possente gesto col grido di Elesiah, procurò un vistoso taglio al fianco del seguace di Mefilies. Una simile dimostrazione di abnegazione e abilità guerriera, non poté non impressionare i compagni elfici e huergar che gli erano vicini, e questo sollevo in alto il loro morale.
Tumur che era rimasto circondato tra sgli scherani di Mefilies e lo spirito oscuro, invocò il potere del guanto dei guardiani, e le sue dimensioni crebbero costringendo due dei suoi assalitori a scansarsi. Questi cercarono a più riprese di colpirlo, ma le esili lame elfiche poco e nulla potevano contro la robusta tempra dello Skanaka.
Appellandosi alle ultime energie rimaste, Sarinor, ma anche Seridhien, incocarono ancora la presenza di Elesiah per castigare l'abominio evocato da Mefilies. Mentre la sagoma nera ribolliva del tormento che i due gli avevano procurato, e Seredhien già presagiva la vendetta che si sarebbe presto abbattuta su lei e suo fratello, Fingoneth che si era portato nel frattempo alle loro spalle, pronunciò alcune parole arcane.
Senza più il re con cui farsi scudo, il Mastro dei Sapienti non ebbe remore a scatenare su di lui un'esplosione che poco poté contro il negromante, ma il grande spirito si dissolse definitivamente. Mefilies reagì immediatamente due nuovi, grandi come uomini, uno a ergersi davanti a Tumur, l'altro nella mischia alle spalle degli sciamani che pensavano di essersi liberati della più grande minaccia. La frusta di fuoco di Findanor colpì con forza il guerriero con la giusarma, ma era evidente che ormai dovevano ben guardarsi dagli spiriti maligni appena evocati.

Shan Yu
Michele

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Mentre la battaglia si faceva sempre più feroce, Mefilies si appellò ai suoi poteri per evocare l'ombra.
Essa si materializzò in una creatura enorme, fatta della stessa materia degli incubi, che si erse in tutta la sua mole al centro della stanza, colpendo a tradimento Tumur.
L'orso skanaka ringhiò la sua furia e si lanciò all'attacco.
Intanto Shan Yu e tutti gli altri compagni attorno a lui cercavano di farsi largo tra i nemici. Ma questa nuova minaccia poneva una seria ipoteca sull'esito dello scontro.
Abbattuto un soldato nemico, Shan Yu si voltò verso il mostro d'ombra: non avrebbe lasciato solo Tumur.

Tumur
Andrea

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
La carica di Tumur non impedì al traditore di mettere in atto il suo piano. Un enorme spirito volteggiante prese forma proprio davanti l'Orso Skanaka. Avevano già visto in azione una di quelle grandi ombre. In un lampo, la memoria di Tumur tornò a quel momento, come se il tempo si fosse riavvolto su se stesso. Ricordò la disperazione e la sofferenza che quell'incontro aveva procurato a tutti. La fatica nel trovare un modo per rimanere vivi e annientare l'abominio. Tutto quello sembrò cadergli addosso, affogandolo in una disperazione profonda, almeno per quell'attimo, perché poi, la tenacia interiore del guerriero huergar e l'avversione alle ombre insita nel ruolo del guardiano delle reliquie sacre, s'imposero sull'animo di Tumur, facendolo reagire con determinazione.
La distanza fra lui e l'ombra gigante gli dava la possibilità di usare il potere di Benteng Terakhir. Lo alzò con decisione in aria e con un ruggito rabbioso richiamò a se la forza della reliquia.
Se fosse stato in grado di attirare l'attenzione di quell'enorme esemplare di oscura creatura, avrebbe potuto dare il tempo ai suoi compagni di disfarsi degli altri avversari, per poi unirsi a lui nel combattere quell'ennesima minaccia.

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
I primi effetti nefasti dell rituale di Mefiles non tardarono a manifestarsi: dalle radici dell'Albero si stagliò l'ombra di una figura gigantesca e innaturale le cui membra larghe come tronchi volteggiavano nere e senza peso nell'aria buia della sala, come filamenti di fumo grasso e oleoso che avessero preso una forma grottescamente umana.
Gusege ricordava bene il terribile scontro con l'altro gigante d'ombra, sotto la cittadella elfica: solo con estreme difficoltà ne erano usciti vincitori eppure Asika, Kaba, Gombo e Saran erano con loro. Elysium avrebbe portato impressi nel proprio animo per tutta la vita i segni indelebili del suo tocco.
Avevano bisogno di ripulire il fianco per potersi concentrare su quel mostruoso nemico, eppure l'allevatore dei Gorako era consapevole che stava colpendo il suo avversario con la forza di una verginella timida. Serviva un'azione più drastica e rapida.
Piegando le ginocchia, volteggiò al di sotto dell'asta fiammeggiante, per aggirare il rivoltoso e colpirlo, prima che potesse voltarsi, alla base del cranio.

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
La battaglia imperversava senza esclusione di colpi nella grande caverna. Due soldati degli elfi erano caduti contro uno solo degli scherani di Mefilies. Gusege cercava di contrastare il guerriero con la giusarma infuocata, ma ancora stentava a riuscire per via della debolezza inflittagli dagli spiriti oscuri. Gli diedero però manforte il guerriero degli spiriti Celinerdh, il quale gli inflisse un duro colpo con la spada, e l'allievo Findanor le cui lungue lingue di fuoco che si protendevano dalle braccia, riuscivano a colpire da grande distanza. Elysium, accerchiato da tre nemici badò a non esporsi eccessivamente, ma questo non gli impedì di colpire con forza uno dei suoi assalitori, che poi anche Shan Yu aggredì dall'altro lato. Floneya con la sua consueta maestria, danzava sul campo di battaglia facendo roteare le sue lame corte che al momento opportuno si richiudevano anche in difesa, impedendo ai suoi nemici di raggiungerlo. L'azione più ardita però fu del lottatore Tumur, il quale con gran sprezzo del pericolo ruggì il suo furore in faccia al guerriero che si era trovato di fronte, e gli si buttò contro. Questi cercò di difendersi dalla temeraria carica, ma Tumur la sua spadata, così come quella del suo sodale, neanche la sentì, e lo fece indietreggiare di tre archi verso Mefilies.
Proprio in quella però, l'oscuro rinnegato proncunciò alcuni versi incomprensibili, e una grande sagoma, testimonianza di quello che un tempo doveva essere stato un gigante, comparve nel centro della caverna. Sia Tumur che il suo avversario ci finirono dentro, e subito lo Skanaka avvertì il tremendo tocco che cercava di avvilppare il suo cuore. Solo la sua indomita furia Huergar gli consentì di non soccombere.
I due fratelli Saerinor e la maggiore Seredhien, che pure non si erano mai esentati dall'affiancare i guerrieri, risposero alzando contemporaneamente i loro simboli di Elesiah, e procurando così grande sofferenza allo spirito maligno, e consentendo così a Tumur di ritirarsi di un passo. Questo però nulla toglieva al fatto che tutti loro erano in grave pericolo.

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
L'attacco sul fianco sinistro si rivelò più arduo del previsto, nonostante le forze comandate da Elysium avessero concentrato molti dei propri guerrieri migliori su quel fronte. Klealia, invece di collocarsi al fianco del padre, rimase isolata mentre un uomo del rinnegato la incalzava senza pietà e un elfo della guarnigione, rivelando più coraggio che senso tattico, si spinse troppo in avanti e rimase accerchiato.
Ma l'attenzione di Gusege era fissa sull'altro lato: l'avversario con l'asta fiammeggiante, che stava tenendo d'occhio sin dal momento in cui aveva girato l'angolo, era riuscito a infiltrarsi oltre le linee e piazzarsi in una posizione da cui poteva colpire e atterrare chiunque. Il Gorako quindi, assieme ad uno dei Guerrieri degli Spiriti, concentrò i suoi attacchi si di lui, ignorando il nemico che gli era venuto sotto, che lasciò alle cure di Elysium e di Shan Yu.
Ma proprio in quel mentre Mefiles urlò e colpì il re degli elfi. Un fremito percorse le due formazioni: esultanza per i nemici, orrore per gli alleati.
Un brivido di furia gelida scese lungo la schiena di Gusege. Era quindi stato tutto inutile? Tutti quei giorni di ricerche e tutti i loro morti erano stati per nulla? Vanificati dalla disorganizzazione e dall'ingenuità del popolo delle foreste?
Il dramma per lui non era il re in se stesso, che gli aveva fatto una pessima impressione: reputava che fosse tempo che gli elfi eleggessero un capo più deciso e abile. Ma non c'era da dubitare che Mefles volesse ucciderlo proprio in quel punto e in quel modo: era importante e chiaramente parte del suo rituale. La parte più importante, quella della vittoria.
Ma finché anche solo un uomo dell'arban del Corvo aveva fiato in corpo, per il nemico non poteva esserci vittoria.

Shan Yu
Michele

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
La spada del rinnegato colpì a tradimento il re degli elfi, passandolo da parte a parte.
La vita sfuggì dal corpo del prigioniero, che rovinò al suolo in un lago di sangue.
Era stato tutto inutile, eppure la battaglia non accennò a smettere. Anzi, il clangore dell'acciaio si intensificò in un rumore assordante, accompagnato dalle grida delle due fazioni.
Shan Yu cercò di farsi largo per raggiungere Mefilies, prima che questi fuggisse, ma la sua strada venne ostacolata da un guerriero elfico.
Balzò di lato schivando un affondo, per poi parare il successivo colpo con la testa dell'ascia, liberando una pioggia di scintille.
"Ora è il mio turno", ruggì rabbioso come un cielo in tempesta.
Liberò Menumpak Darah dalla presa dell'arma del nemico e vibrò un fendente dal basso verso l'alto con tutta la forza che aveva in corpo.

Tumur
Andrea

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Gusege prese in mano le redini degli hurgar e Tumur ubbidì agli ordini impartiti. Raggiunse Floneya che era fronteggiato da diversi elfi traditori
Mentre si scontrava con i nemici, al fianco dell'arciere elfo, Tumur non mancava di lanciare occhiate torve in direzione di Mefilies che minacciava il Re.
Quando il traditore affondò la spada nel corpo del monarca, non poté che farsi sfuggire un <<NO!>>
Avrebbe voluto raggiungerlo e spezzare quel collo esile, ma non poteva abbandonare il compagno d'arban, perchè sarebbe stato sopraffatto dai nemici.
Con un grugnito degno dell'Orso più feroce che vi fosse, Tumur aumentò la sua furia combattiva, per tentare di uscire da quella situazione.il più velocemente possibile.

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
I guerrieri tutti si gettarono nella mischia andando a rinforzare le linee dei combattenti già convocati da Fingoneth. I guerrieri di Mefilies però, per ovvie ragioni maggiormente esperti nel combattere parevano superiori in numero e forza rispetto ai soldati della guarnigione, le cui esperienze militari si riducevano fondamentalmente ad esercitazioni e poco altro.
<<Olian klianes melan tilon eselean fel kianum!>> esclamò Mefilies dalle retrovie, mentre teneva la punta della spada puntata sul collo del re, inginocchiato innanzi a lui, e con l'altro mano lo tratteneva dai capelli.
Findanor pronunciò alcune parole arcane e le sue braccia si trasformarono immediatamente in lunghe fruste di fuoco. Anche Fingoneth profferì parole arcane, che tuttavia non sortirono apparentemente alcun effetto. I due sciamani Saerinor e Serdhien, come anche Klealia, si avvicinarono invece al centro della mischia, ma concentrandosi però sul proteggersi dagli scherani del rinnegato.
<<Lamainnes olian selan felouaran selion belum!>> invocò ancora, e la sua spada scorse nella schiena del re passandolo da parte a parte. Il sangue gli sgorgò fuori dalla bocca, e infine cadde riverso a terra.
Audio

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Appena entrato Gusege si rese conto che la situazione alle radici dell'Albero Sacro era già precipitata al punto in cui non c'era più spazio per i piani, solo per l'acciaio. I nemici erano in netta superiorità e avevano già guadagnato accesso all'Albero: non era certo lo schieramento che si era aspettato di trovare.
C'era una sola spiegazione: il tradimento. Evidentemente la corruzione di Mefiles aveva raggiunto gli elfi che avevano assegnato la scorta a Fingoneth.
Ma non c'era neppure il tempo di imprecare.
«Prendiamo il fianco sinistro!» suggerì in Huergar mentre correva a proteggere Fingoneth, confidando che i loro nemici non potessero capirlo «Tumur, aiuta Floneya!»

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
IL gruppo di guerrieri si gettò nella mischia mentre sciamani, incantatori e guerrieri delle due diverse fazioni si scagliavano uno contro l'altro.

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Le ferite del giorno prima miracolosamente guarite, Gusege sentiva che finalmente il suo corpo era tornato ad ubbidirgli.
I doni degli spiriti della foresta erano stati grandi e il minimo che poteva fare era seguire i suoi alleati elfi nella loro lotta contro l'antico nemico, la nemesi che si era risvegliata da un passato che credevano di aver dimenticato per rovesciarsi come una calamità contro il loro regno.
Era il momento di essere Huergar. Era il momento di colpire e finire chi aveva ucciso i loro fratelli. Quella era la battaglia finale: vincere o perire, non c'erano altre opzioni.
Shan Yu e Tumur si erano lanciati verso la mischia, e il Gorako, ora che poteva muoversi liberamente, li seguì.

Tumur
Andrea

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Con la morte del compagno, in Tumur si era spenta quella voglia di combattere che lo aveva riportato ad unirsi ai compagni e così fu fino a quando non sentì l'urlo di battaglia di Shan Yu. Quel boato ravvivò lo spirito guerriero che era dentro l'Orso Skanaka, come un fuoco rinato dalle su stesse braci.
Senza indugio seguì il gigante huergar nella sua corsa verso il nemico. Tumur cercò d'incanalare tutta la rabbia che aveva dentro, dovuta alle perdite subite dall'arban, per farla poi esplodere al momento opportuno. Un ruggito cupo e crescente, seguì quello di Shan Yu, mentre i due si buttavano in battaglia.

Shan Yu
Michele

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Aveva atteso nascosto nell’ombra che lo stallo nella grotta terminasse. Quel momento era finalmente arrivato, accompagnato dal suono rassicurante dell’acciaio, e per il gigante huergar fu una liberazione. Come una belva feroce, ringhiò furioso, bramando il sangue dei suoi nemici, in cerca di vendetta per chi non ce l’aveva fatta.
L’adrenalina esplose nei muscoli del guerriero huergar, mentre si scagliò contro chi teneva ostaggio il re.
“Huergar!”, gridò a squarciagola.
“Prendiamoci la nostra vendetta!”

Master
Luca

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
Superato il corridoio di pietra, il gruppo di rinforzi si diresse verso il tortuoso cunicolo che conduceva alle radici dell'Albero della Vita. Quando giunsero da basso trovarono l'elfa Seredhien e Shan Yu appostati dietro una parete di roccia viva, quest'ultimo con l'arma sollevata pronto a difendersi. Il vedere che si trattava di facce amiche non poté che rincuorarlo, ma Seredhien che era rimasta più avanti lì esortò a prestare orecchio. Tutti poterono quindi udire l'ormai famigerata voce di Mefilies levarsi su tutte le altre. Fingoneth però ribattè un ordine secco, e a quel punto tutti i combattenti che Shan Yu aveva già scorto, levarono la loro voce per incitare alla battaglia, e le parole lasciarono spazio al clangore delle lame.

Master
Luca

Regno degli elfi - Corte realeGiorno I dopo I luna piena di primaveraWeather
Elysium con Gusege e Tumur, e anche due soldati della guarnigione di Lorithitl presero a scendere le scale, puntando dritti verso il sotterraneo. Passando dal pianterreno del palazzo incrociarono un altro manipolo di soldati i quali, avendo riportato la pressoché normalità all'esterno della corte, si erano precipitati dentro per sincerarsi delle condizioni del re. Tra questi vi erano quelli che Sarodel i primi giorni aveva chiamato "guerrieri degli spiriti" e si distinguevano per le uniformi leggermente diverse rispetto a quelle dei soldati comuni, rimasti invece fuori a sedare gli ultimi tafferugli.
Elysium li erudì rapidamente a proposito di quanto successo e li esortò a unirsi al loro gruppo, verso il sotterraneo. Uno di loro tuttavia, ascoltando il resoconto del combattimento e della maledizione inflitta a Gusege dalle creature, decise di intervenire per alleviare i patimenti che gli spiriti maligni gli avevano inflitto. Similmente a quanto già fatto da Elysium, anch'egli impose le sue mani sul suo corpo martoriato, e il Gorako percepì l'effetto benefico dileguare la fatica. Il sollievo che ne derivò in quel momento era indescrivibile per lui e lo condivise con il guerriero che l'aveva beneficato.
Senza ulteriori indugi ripresero quindi la discesa nel sotterraneo.

Gusege
FIZ

Regno degli elfi - Corte realeGiorno I dopo I luna piena di primaveraWeather
<<Anche Gombo...>> La notizia della morte dell'esploratore restituì a Gusege un poco del peso che sentiva addosso. Un altro di loro li aveva lasciati. Asika, Kaba, Gombo, forse Saran... Quell'impresa era stata una sciagura. Ormai non c'era più un arban. Erano rimasti solo due Guardiani, forse tre, più Gusege, un elfo dal cuore tormentato e una selvaggia mezzosangue e malmostosa.
Il Gorako sentiva quelle morti gravargli sulla coscienza. Pur astenendosi, non si era opposto a dirigersi alla capitale elfica. Di fronte agli altri poteva dire quello che voleva, ma di fronte al suo cuore non poteva negare la verità: lui aveva voluto andare. La sua sete di scoprire e conoscere gli aveva oscurato il giudizio.
<<Le ombre sì... Hanno preso anche me, ma sono stato fortunato: gli spiriti non mi hanno abbandonato neanche stavolta. Non mi hanno lasciato morire.>> Si fermò e prese fiato. Era il momento di concentrarsi ora. Mefiles doveva pagare.
<<Il rinnegato è riuscito a scendere con alcuni dei suoi uomini.>> spiegò indicando lo scagnozzo elfo morto nella stanza. <<Tiene il Re in ostaggio e dice di avere anche il figlio del Re e Saran in suo pugno. Shan Yu e Floneya li hanno seguiti, con una sciamana. Presumo che siano diretti al portale, difeso da Fingoneth e dalla sua scorta. Non so altro, ma non credo l'abbia già attivato. Lo sapremmo.>>

Gusege
FIZ

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Non fecero in tempo a riprendere il cammino che Tumur si parò davanti a loro assieme ad un elfo che sembrava altro degli sciamani. Dopo un breve scambio con Elysium questo esaminò attentamente Gusege.
Il Gorako tenne il suo sguardo fisso negli occhi del figlio della foresta, cercando di dissimulare i pensieri cupi che lo avevano assalito. Dopotutto, così come non si mostra debolezza di fronte a un nemico, lo stesso vale anche di fronte a un alleato.
Qualsiasi cosa l'elfo vide nel suo animo, decise che era necessario agire drasticamente e gli diede un qualche intruglio da bere. Gusege, sospettoso, annusò brevemente il contenuto, ma esortato dal Mastro Esploratore, trangugiò il liquido in un sol sorso.
Qualsiasi cosa fosse, scese come fuoco per la sua gola, e sommerse il gelo che teneva nella sua morsa le membra dell'allevatore. Non era molto diverso dalla sensazione liberatoria che scende dal capo fino ai piedi di quando ci si libera la vescica dopo aver dovuto attendere troppo a lungo.
Quando il flusso benefico fu passato, Gusege sentì che i suoi muscoli ora erano meno intorpiditi, la schiena più diritta e meno tesa, il suo sguardo acuto, i suoi piedi meno appiattiti contro la suola dei suoi stivali, le sue dita più salde e l'asta di Angin Menyengat non sembrava più ribellarsi alla sua stretta, intralciandolo ad ogni passo. Se il tocco di Elysium era stato un soffio di vita per il suo corpo svuotato, l'intruglio elfico era stata una boccata d'aria. In verità era ancora debole come un puledro ma poteva già scalciare e mordere.
<<Andiamo!>> ripeté convinto e si voltò verso le scale che portavano nei sotterranei. Ora si ragionava.

Gusege
FIZ

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Gusege guardò i soldati elfi scendere le scale verso un fato che, non aveva dubbi, era morte certa. Per qualche strana ragione, che non avrebbe saputo spiegare, la cosa gli pesò sul cuore come la borsa gli pesava sulle spalle. In fondo aveva suggerito lui di mandarli di sotto.
L'esperienza di guidare uomini in battaglia non gli era certo nuova e altre volte aveva manovrato dei gruppi in posizioni senza speranza per guadagnare un vantaggio tattico. Eppure non gli sembrava la stessa cosa.
Si chiese per un momento cosa fosse quella debolezza. Forse che il tocco degli spiriti d'ombra gli avesse indebolito il cuore oltre che le membra? Aveva passato troppo tempo in compagnia del popolo delle foreste e ora iniziava a vedere le cose con i loro occhi? O forse, pù semplicemente, soffriva perché sentiva che il suo posto era là sotto, a condividere la lotta di Shan Yu. L'Artiglio Giallo, forse l'ultimo della sua tribù, stava combattendo praticamente da solo nello scontro più importante e il Gorako aveva un presentimento spiacevole, la sensazione che non avrebbe mai più rivisto il poderoso guarriero. Ancora peggio, aveva la sensazione che lui sarebbe sopravvissuto alla sciagura e avrebbe ancora una volta dovuto sopportare la vergogna di aver beffato la morte alle spese di tutti quelli che gli erano cari.
Con quel cupo sentire che gli gravava sul cuore, fece un cenno di assenso con il capo a Elysium, per il poco di forza che gli aveva concesso. Non era molto, ma non è bene criticare i doni degli spiriti, esseri capricciosi e facili ad offendersi. Ora, togliendosi la borsa e la pelliccia, si sentiva in grado di camminare sulle sue gambe. Era ancora appesantito, e correre e saltare erano fuori discussione, non ultimo per le ferite subite il giorno prima, che lo avrebbero accompagnato ancora a lungo se fosse sopravvissuto a quella giornata, ma almeno poteva affrontare il suo destino con le armi in pugno, invece di essere un fagotto da portarsi in spalla.

Tumur
Andrea

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Nel vedere così provato Gusege, Tumur li si avvicinò.
<<Che ti è accaduto, fratello?>> chiese di getto. Poi ripensando alle ombre che erano uscite proprio da quell'edificio, aggiunse.
<<Le ombre, vero?>>
Rispose poi al comando di Elysium.
<<Che c'è la sotto? Un portale del mondo delle ombre, giusto? L'ha attivato il traditore?>> chiese mentre già si muovevano verso le scale che portavano ai piani inferiori.
L'Orso, poi si bloccò. Quasi si era dimenticato di dare loro la funesta notizia.
<<Devo dirvi una cosa, prima. Gombo è morto. Ha combattuto come una furia contro due ombre. L'avevo anche raggiunto per dargli appoggio, ma non ho potuto niente contro il tocco di quegli esserei oscuri.>>
Con sguardo furioso per la collera verso quegli abomini, guardò Gusege dritto negli occhi, prima di riprendere il cammino.
<<Dov'è Shan Yu?>> chiese in conclusione.

Master
Luca

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Gusege stava finendo di spogliarsi degli indumenti superflui: anche se la benedizione impartitagli da Elysium aveva certo avuto un effetto benefico, lui rimaneva parecchio debole. E proprio in quel momento emerse dalle scale Tumur con un elfo al seguito:
<<Molan selian menales.>> fece questi rivolto ad Elysium.
<<Malan selilan molies tel.>> gli rispose il Maestro Esploratore indicandogli l'Huergar.
A quel punto l'elfo, che vestiva le stessi vesti di Sarodel e l'elfa, si avvicinò a Gusege per osservarlo meglio. Dopo averlo guardato negli occhi prese una boccetta dalla tasca:
<<Oliam nilos jelean vil.>> gli disse dopo averla aperta.
<<Bevila.>> gli ripetè Elysium.
E così fece il Gorako, che immediatamente recuperò un altro poco di forze. Il suo aspetto non era dei migliori, ma in qualche modo passabile.
<<Abbiamo perso fin troppo tempo - fece Elysium - dobbiamo dirigerci rapidamente al sotterraneo.>>
<<Oliam nilias fliontes.>> ripetè per l'accompagnatore di Tumur.

Shan Yu
Michele

Regno degli elfi - Sotterraneo del palazzo realeGiorno I dopo I luna piena di primavera
La necessità di capire le forze in campo e le loro intenzioni spinse Shan Yu a sporgersi dalla sua posizione.
Col cuore in gola, si affacciò quel tanto che bastava per scorgere due schieramenti fronteggiarsi, uno capeggiato da Mefilies e uno da Fingoneth. E Floneya si trovava nel mezzo. Il guerriero huergar si acquattò nuovamente contro la parete del cunicolo. Vedere Fingoneth opposto al rinnegato cancellò i cattivi pensieri di Shan Yu.
La situazione era in stallo e continuava ad essere molto critica, col re nelle mani di Mefilies.
Ma Shan Yu per un attimo se l’era immaginata peggiore, con Fingoneth al fianco del rinnegato.
Lui e Seredhien erano le variabili che potevano sparigliare gli eventi, ma solo se fossero stati in grado di liberare il re.
Shan Yu mimò con le dita la situazione all’interno della grotta. Con una mano indicò uno schieramento e con l’altra l’altro. Poi le fece cenno di attendere.
Avrebbe voluto aggiungere di aspettare il momento più opportuno per agire, con l'obiettivo primario di colpire chi stava trattenendo il re. Ma ogni parola sarebbe stata solo fiato sprecato, dato che l'elfa non comprendeva la lingua degli uomini delle praterie.
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